Studio Legale Meglio

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– Nel diritto del lavoro la iperspecializzazione nelle malattie professionali –

Ad ogni lavoro è connesso un rischio e spesso il lavoro è ciò che occupa maggiormente la nostra vita. Questo dato è troppo rilevante per essere trascurato; ciò nonostante, è un argomento generale di secondaria importanza.

Studio Legale Meglio

Lo Studio ricopre un ruolo di leadership nella materia delle malattie professionali.

L’elevatissimo numero di casi trattati e risolti negli ultimi anni lo pongono in prima linea nella difesa dei diritti dei lavoratori e dei loro eredi nella rivendicazione dei risarcimenti e dei benefici di legge loro spettanti. Una materia molto tecnica che richiede forte competenza e che pochissimi professionisti conoscono a fondo.

Tutto nasce dall’esperienza dei cantieri navali stabiesi. Decenni di utilizzo di materiali nocivi per la salute umana (amianto su tutti) hanno avuto un impatto devastante sulle statistiche dei decessi e della qualità della vita degli operai a causa di malattie manifestatesi anche molto tempo dopo il pensionamento.

I casi quotidianamente curati dallo Studio riguardano le malattie benigne come l’asbestosi e le malattie maligne dell’apparato respiratorio (tumore del polmone e della laringe), dell’apparato digerente (tumore del colon e del fegato), dell’apparato genito-urinario (tumore della vescica e dell’ovaio), oltre al terribile mesotelioma. Gli operai colpiti hanno diritto a provvidenze economiche da parte dell’INAIL oltre al risarcimento del cd. danno differenziale da parte del responsabile civile. Anche gli eredi hanno ristori consistenti: diritto alla costituzione della rendita in capo a un superstite (in genere la vedova) e al pagamento di un assegno funerario e di ingenti risarcimenti del danno.

Ma l’ambito della cantieristica navale non è il solo ad essere interessato da fattori di rischio patogeni. L’osservatorio sulle malattie professionali punta il dito su molti altri agenti cancerogeni utilizzati nelle industrie chimiche, petrolchimiche e siderurgiche, nelle concerie, nelle vetrerie, negli zuccherifici, nelle centrali termiche e termoelettriche; senza dimenticare i già noti settori dei trasporti e della medicina radio-nucleare.

L’avv. Gianmarco Meglio è noto per l’alta competenza e il costante studio della materia, con un approccio multidisciplinare medico-legale, per non lasciare priva di tutela nessuna patologia sofferta da lavoratori causalmente ricollegabile al lavoro svolto.

Aree di competenza

Amianto e Asbestosi

L’amianto (anche detto asbesto) è una famiglia di silicati naturali, ossia un tipo di minerale, noto per le sue proprietà strutturali, di resistenza al calore e di basso costo. Nel corso dei decenni dello scorso secolo l’amianto è stato utilizzato in maniera massiccia nei settori dell’edilizia, della navalmeccanica, del tessile e dei trasporti. È purtroppo una sostanza fibrosa, patogena e cancerogena, che provoca danni cd. lungolatenti, ossia danni alla salute che si manifestano anche decenni dopo il contatto con l’agente patogeno. Una delle malattie più comuni provocata dall’amianto è l’asbestosi; si annoverano poi patologie oncologiche maligne come il tumore del polmone, della laringe e il mesotelioma. Oggi la

letteratura scientifica sta ampliando sempre più l’elenco dei tumori (per es. cancro del colon) causati dall’esposizione all’amianto.

L’asbestosi è certamente la patologia più comune tra gli operai ex esposti all’amianto. È una malattia cronica, non oncologica, del polmone caratterizzata dalla cicatrizzazione diffusa del tessuto polmonare causata, appunto, dall’inalazione di polvere di asbesto ossia polvere di amianto. Causa:

  • respiro affannoso
  • riduzione della resistenza allo sforzo
  • apnee notturne
  • fatica nel parlare e “fame d’aria”
  • · iniziale tosse cronica, resistente a qualsiasi tipo di terapia
  • astenia

Nella maggioranza dei casi, questa fibrosi è accompagnata da placche o ispessimenti della pleura e talvolta da nodulazioni benigne. Il periodo intercorrente tra l’esposizione all’amianto e l’insorgenza dell’asbestosi è solitamente compreso tra 20 e 50 anni.

Tutti i lavoratori che ne sono colpiti hanno diritto al riconoscimento dell’esistenza di una malattia di origine professionale e al pagamento da parte dell’INAIL di un indennizzo economico che, in base alla gravità dell’asbestosi, viene erogato con erogazione una tantum oppure con costituzione di una rendita vitalizia (aggiuntiva alla pensione INPS). Hanno altresì diritto al pagamento di un risarcimento del danno – detto danno differenziale – per la lesione della propria integrità psico-fisica da parte del responsabile civile (datore di lavoro colpevole).

Tumore del Polmone

Uno studio dell’Istituto Superiore di Sanità ha stimato che il carico sanitario in Italia ammonta a circa 4.400 decessi/anno dovuti all’esposizione ad amianto, di questi 2.830 per tumore polmonare. Secondo le statistiche i nuovi casi di tumore del polmone e di decessi ad esso correlati sono in costante aumento. In questi anni si sta registrando l’impennata dei casi tra gli ex operai dei cantieri navali (e non solo) dovuta al picco di azione in latenza dell’amianto nei polmoni.

Infatti, le fibre di amianto inalate penetrano profondamente nei polmoni, accumulandosi e innescando nel corso degli anni (decenni) una reazione infiammatoria persistente e oncogena. Queste fibre danneggiano il DNA delle cellule polmonari e pleuriche, portando a trasformazioni cellulari maligne.

Tutti i lavoratori che ne sono colpiti hanno diritto al riconoscimento dell’esistenza di una malattia professionale e al pagamento da parte dell’INAIL di un indennizzo economico sotto forma di una cospicua rendita vitalizia (aggiuntiva alla pensione INPS). Hanno altresì diritto al pagamento di un risarcimento del danno – detto danno differenziale – per la lesione della propria integrità psico-fisica da parte del responsabile civile (datore di lavoro colpevole). Allo stesso modo, in caso di decesso, gli eredi hanno diritto alla costituzione della rendita INAIL in capo a un superstite, al pagamento di un assegno funerario e al risarcimento economico dell’ingente danno patito (sofferenza e perdita del familiare).

Proprio per tali casi lo Studio Legale Meglio conta numerosi giudizi trattati con esito sempre positivo. Offre una qualificatissima ed esperta assistenza legale che porta a diritti risarcitori talvolta milionari.

Anche se la malattia e/o il decesso dell’operaio risalgono a molti anni fa l’azione risarcitoria potrebbe essere ancora avviata.

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Mesotelioma

Il mesotelioma è un tumore raro, considerato per antonomasia il tumore dell’amianto. Circa il 90% dei casi è infatti collegabile all’esposizione all’asbesto. Secondo i dati dell’Istituto Superiore di Sanità, tra il 2010 e il 2020, ogni anno in Italia sono decedute per mesotelioma in media 1.545 persone, delle quali 1.116 uomini e 429 donne. Il mesotelioma è un tumore aggressivo, ad alta letalità, con una latenza anche di più di 40 anni, che colpisce le cellule del mesotelio, il tessuto sottile che ricopre gran parte degli organi interni, tra cui il polmone. È causato dall’inalazione delle polveri di amianto e dalla loro azione flogistica cronica e fortemente oncogena.

Tutti i lavoratori che ne sono colpiti hanno diritto al riconoscimento dell’esistenza di una malattia di origine professionale con pagamento da parte dell’INAIL di un indennizzo economico sotto forma di una cospicua rendita vitalizia (aggiuntiva alla pensione INPS). Hanno altresì diritto al pagamento di un risarcimento del danno – detto danno differenziale – per la lesione della propria integrità psico-fisica da parte del responsabile civile (datore di lavoro colpevole). Allo stesso modo, in caso di decesso, gli eredi hanno diritto alla costituzione della rendita INAIL in capo a un superstite, al pagamento di un assegno funerario e al risarcimento dell’ingente danno patito.

Proprio per tali casi lo Studio Legale Meglio conta numerosi giudizi trattati con esito sempre positivo. Offre una qualificatissima ed esperta assistenza legale che porta a diritti risarcitori talvolta milionari.

L’azione risarcitoria può essere avviata anche molti anni dopo la malattia e/o il decesso.

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Tecnopatie

La tecnopatia, nota anche come malattia professionale, è in generale una patologia che insorge in modo lento e progressivo a causa dell’esposizione a rischi specifici dell’ambiente di lavoro, come agenti tossici, posture scorrette o movimenti ripetuti. Differisce dall’infortunio per la sua natura non immediata ed è riconosciuta e indennizzata dall’INAIL se sussiste un nesso causale con la prestazione lavorativa.

L’accresciuta (ma mai sufficiente) attenzione verso questo tema ha soprattutto comportato l’ampliamento della platea delle sostanze nocive che, utilizzate durante la prestazione lavorativa o presenti nell’ambiente di lavoro, possono comportare la genesi di patologie più o meno gravi. L’attenzione è legata specialmente alle sostanze cancerogene che, con la loro azione, provocano spesso malattie potenzialmente mortali.

Proprio in tale ambito, un’attenta ricostruzione della storia lavorativa e un corretto inquadramento medico-legale consentono di mettere in collegamento causale la malattia sofferta dal lavoratore con l’agente patogeno con cui è stato a contatto durante le ore di lavoro. Spesso i risultati sono sorprendenti e consentono al lavoratore di conoscere il perché di una malattia, magari rara, di cui soffre; con ogni conseguenza in termine di esercizio dei propri diritti e giusto indennizzo economico e/o risarcimento del danno.

Di seguito alcuni esempi più importanti:

  • radiazioni ionizzanti (medicina nucleare e diagnostica) – tumori tiroide, stomaco, colon
  • benzene (industria automobili e petrolchimica) – leucemie, mielomi e dermatiti
  • vernici (industrie varie fino anni 2000) – tumore vescica
  • formaldeide (industria tessile e cosmetica) – tumori faringe e naso
  • cadmio (industria batterie) – tumori polmone e prostata
  • nichel (siderurgia e gioielleria) – dermatiti e tumore polmone

L'impegno dello Studio: i casi seguiti dalla stampa

Ex operaio Fincantieri muore di tumore per le vernici, risarcita la famiglia: riconosciuto per la prima volta danno non provocato da amianto

Riconosciuto rischio mortale nei cantieri Fincantieri: sentenza storica per operaio deceduto a causa di vernici, non amianto

Storica sentenza del Tribunale di Torre Annunziata
Fincantieri condannata a risarcire ex operaio con 650mila €

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